Disturbo della matrice
05
Giu
Venerdì dalle 19.00 alle 22.00
Hiša kulture v Pivki (Snežniška cesta 2, Pivka)

Disturbo della matrice

Vi invitiamo all'inaugurazione della mostra intitolata Disordine nella Matrice

Informazioni sulla mostra

partecipanti Katja Felle, Vita Kolar, Blaž Rojs

curata da Sara Nuša Golob Grabner

Il termine "post-internet" viene usato nel campo dell'arte e del design per riferirsi a pratiche che trattano internet e la sua estetica non più come qualcosa di nuovo, ma come una parte onnipresente della vita quotidiana completamente fusa con la nostra vita fisica. Tipicamente, l'estetica post-internet tende a mettere in risalto la nostalgia per la cultura internet primitiva, colori vividi, immagini perfettamente elaborate o, al contrario, la pixelazione. Spesso, lo scopo di questo tipo di estetica è evocare l'ironia nostalgica associata al consumismo (ad esempio, vaporwave), mettere in risalto la sensazione che nulla sia più semplicemente definibile e "reale", e enfatizzare l'infinità di Internet, che trascende le capacità e i limiti del corpo biologico e veglia su di noi come potere superiore. Una delle caratteristiche distintive del post-Internet è il glitch, che ha assunto lo status di simbolo visivo speciale nell'arte contemporanea. Rosa Menkam, nella sua opera Il momento del glitch(um), presenta all'inizio del libro 8 regole del Manifesto degli Studi sul Glitch. In modo approssimativo, dice, il disordine rappresenta l'imperfezione di ogni tentativo di perfezione, la possibilità di scoprire nuove combinazioni, la catarsi attraverso la disintegrazione e, soprattutto, l'accettazione del fatto che nulla può accadere senza errori, e che l'errore può essere il modo in cui qualsiasi forma mediatica può essere portata a uno stato critico di ipertrofia per criticare la propria politica interna. È appropriato usare la parola ipertrofia, che generalmente si riferisce a un aumento della dimensione delle singole cellule, che porta a un aumento di tessuti o organi. In questa mostra, le immagini si espandono, sfarfallano, si intensificano e prendono vita in pienezza in colori vivaci. Gli artisti protagonisti navigano l'estetica post-internet con saturazione visiva, massimalismo e l'incarnazione del non-fisico attraverso il gesto fisico dell'artista. La mostra funziona come un mini-manifesto contro il silenzio visivo, la purificazione e la divisione tra realtà online e fisica.

Katja Felle

Sulle tele a olio della serie Cloud, Katja Felle passa da immagini digitali frammentate e già conosciute a una fusione astratta di forme e all'infinità degli spazi digitali. La completa fluidità della nuvola digitale allude alla perfezione della tecnologia della memoria che, tuttavia, senza la mediazione e l'attivazione della memoria e dei gesti umani, è latente, un fine in sé, e fluttua in uno spazio interspaziale dove l'informazione fluisce senza soluzione di continuità l'una nell'altra prima dell'intervento umano. Nella pittura manuale delle immagini sullo schermo nella tecnica classica dello sfumato, si verifica inevitabilmente un errore, che contraddice la perfetta fluidità a cui tende il periodo in cui il contenuto digitale è intangibile (tempo dopo cassette, floppy disk, CD). Gli arazzi, al contrario, comunicano con la pixelazione, ottenuta tramite l'inserimento del filo. Rumore, errori di riproduzione e l'impossibilità di visualizzare uniformemente i colori sullo schermo sono in dialogo con uno dei generi artistici più antichi e rallentano la velocità del trasferimento dati al ritmo di un essere umano.

Vita Kolář

Nel campo dell'imaging digitale, Vita Kolar ha creato uno stile riconoscibile, spesso creato in parallelo con la musica (elettronica). Entra nella creazione attraverso un'atmosfera che riflette le infinite possibilità di crescita, cambiamento e infinità tra strati, rumori e colori. Ogni opera creata può essere il punto di partenza per una nuova variazione, per la ricontestualizzazione dell'immagine secondo la sensazione. In questo modo, i dipinti acquisiscono una qualità quasi organica e formano una storia unificata nel portfolio dell'artista, con innumerevoli sfoghi che vorticano in paesaggi digitali mistici. Le immagini sono create con un approccio puramente pittorico al colore, alla composizione, alla linea e alla distinzione stilistica dell'artista. In parte, la nostalgia degli anni '90 del secolo scorso, quando il mondo brillava di colori e motivi selvaggi, e Internet sperimentava un'abbondanza di nuove possibilità di espressione visiva. Quando si osservano le opere di Vita Kolar, è difficile evitare la sinestesia, poiché i motivi sono ispirati a suoni, movimenti e texture che aprono la porta al mondo del gioco e della vivacità.

Blaz Royce

Riducendo e ricostruendo, Blaž Rojs crea opere parzialmente mimetiche che passano dall'astrazione alla figurazione. Tratta di un fenomeno fondamentale della cultura visiva contemporanea: la scomparsa della certezza probatoria. Nei suoi dipinti non c'è distinzione tra fonti reali e fittizie: si chiede se tali differenze abbiano ancora importanza. Cancellando queste categorie, i suoi dipinti riflettono la relazione soggettiva dell'individuo con la verità, la memoria e le informazioni visive che plasmano la nostra vita quotidiana. Guardiamo le immagini attraverso il prisma dell'imperfezione e della disintegrazione. I motivi centrali sono permeati da sezioni di altre immagini parzialmente realizzate che si impongono alle informazioni originali e ne negano l'integrità. In alcuni punti, l'informazione si perde completamente, lasciando dietro di sé spazi spalancati. Un ritratto può essere rappresentato solo come un insieme di tonalità sul gamut cromatico CMYK ed è difficile da vedere attraverso una griglia di rumore catodico. Nell'opera di Rojs, la stabilità si perde e emerge una nuova immagine collettiva della coscienza, che tratta la realtà come un flusso e un cambiamento costanti attraverso un'influenza liberamente disponibile.
 

 

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